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La perdita uditiva è un problema che riguarda solo le persone anziane?

L’ipoacusia è la perdita parziale del senso dell’udito. Può colpire uno o entrambe le orecchie e può far sì che i suoni appaiano ovattati oppure creare difficoltà a seguire discorsi in presenza di rumori di sottofondo o quando a parlare sono più persone. 

Secondo i dati dell’Oms, più di 460 milioni di persone, oltre il 5% della popolazione globale, sono colpite da questa patologia e le statistiche indicano che il loro numero triplicherà toccando la quota di 1,2 miliardi di persone entro il 2050, se non si “correrà ai ripari”. Come? Partendo dalla considerazione che la diffusione dell’abbassamento dell’udito è da mettere in relazione alla mancanza di prevenzione, con moltissimi soggetti incapaci di realizzare di avere problemi a sentire in maniera adeguata.

L’Oms afferma che “tutte le persone dovrebbero controllare l’udito di tanto in tanto”, con particolare riferimento agli adulti sopra i 50 anni, e a quanti lavorano in luoghi rumorosi, ascoltano musica con regolarità e a volume elevato, avvalendosi di auricolari, e  frequentano discoteche e concerti, dove il volume conosce dei veri e propri boom. 

 

SETTE MILIONI DI ITALIANI

Viste le cause scatenanti è chiaro che la patologia può presentarsi a qualsiasi età e non è quindi solo una prerogativa dell’età che avanza. In Italia sono, per esempio, le fasce più giovani a destare maggior preoccupazione. I casi di perdita dell’udito qui da noi sono cresciuti del 4,8% dal 2012. Oggi gli italiani che ne soffrono sono oltre 7 milioni; tuttavia, secondo l’osservatorio di Cochlear, solo il 31,5% di essi ammette di aver effettuato un test dell’udito negli ultimi 5 anni. Inoltre, fra coloro che sono ipoacusici solo un po’ più del 25% si sottopone a cure, malgrado a posteriori tutti i pazienti che beneficiano di un dispositivo riconoscano miglioramenti nella qualità di vita e nello stato generale di salute. “Questi dati evidenziano come sia necessario un cambiamento culturale, che promuova la consapevolezza sul tema della diagnosi e dei controlli preventivi, così che si riservi la stessa attenzione che viene rivolta ad altre patologie. 

 

Come si diagnostica e si cura l’ipoacusia


Quando si avverte una perdita anche parziale dell’udito è bene rivolgersi al medico curante o a uno specialista in otorinolaringoiatria per indagarne l’entità e le cause. Oltre a una valutazione dell’orecchio effettuata con un otoscopio (strumento che consente di osservare il canale uditivo e il timpano), possono essere prescritti alcuni esami per valutare l’origine del problema e un test audiometrico per accertare l’entità del deficit acustico.

Il trattamento dell’ipoacusia dipende dalle cause scatenanti. In alcuni casi il problema si risolve eliminando il tappo di cerume o l’accumulo di liquido (insufflazioni endotimpaniche), in altri con una terapia farmacologica mirata, in altri ancora con un intervento chirurgico. Per alcuni tipi di ipoacusia, come la presbiacusia, si può fare ricorso alle protesi acustiche.

Fonte: Il fatto quotidiano

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