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Problemi uditivi: quasi il 12% degli Italiani ne è affetto

Problemi uditivi: quasi il 12% degli italiani è affetto da disturbi uditivi, di varia natura. L’incidenza di malattie o disturbi uditivi aumenta con l’avanzare dell’età. 

Problemi uditivi: ne è affetto un terzo delle persone di età superiore ai 65 anni e oltre la metà delle persone di età superiore ai 75 anni. 

I dati sono più rincuoranti per la “sezione pediatrica”, meno del 2% dei soggetti di età inferiore ai 18 anni presentano una perdita dell’udito permanente. Ricordiamo che la perdita dell’udito durante la prima e la seconda infanzia può risultare dannosa per lo sviluppo sociale e del linguaggio.

Cause della Perdita dell’Udito

La perdita uditiva solitamente è graduale e dilatata nel tempo, per questo spesso non ci si rende conto delle piccole variazioni di suono percepite. Può essere di tre tipologie diverse:

  1. Perdita Uditiva di tipo Conduttiva: il suono non riesce a raggiungere la struttura interna neuronale dell’orecchio;
  2. Perdita Uditiva di tipo Neurosensoriale: il suono raggiunge l’orecchio interno ma non può essere convertito in impulsi nervosi (deficit sensoriale) o gli impulsi nervosi non vengono inviati al cervello (deficit neurale). La distinzione tra perdita sensoriale e neurale è importante perché talvolta il deficit sensoriale è reversibile e raramente diventa pericolosa per la vita. Una sordità neurale raramente guarisce e può essere dovuta a un tumore cerebrale.
  3. Perdita Uditiva di tipo Mista: quando sono interessate sia la perdita uditiva di tipo conduttiva, che neurosensoriale; può avvenire in seguito a un forte trauma, infezioni batteriche o patologie rare. 

La perdita uditiva normalmente è comunque dovuta alle cellule ciliate danneggiate nella coclea. Invecchiando le cellule ciliate perdono alcune delle loro funzioni e l’udito si deteriora. In altri casi la perdita uditiva può derivare da:

  • Acufene: è un disturbo dell’udito che consiste nella percezione costante di fischi o ronzii nelle orecchie, anche se non è presente nessuna fonte di rumore. L’acufene può interferire anche con l’udito. Molte strategie di riabilitazione uditiva utilizzate per i pazienti ipoacusici si rivelano utili anche per chi soffre di acufene;
  • Accumulo di cerume – orecchio tappato: non è una situazione che presenta dolore ma fastidio, i suoni si percepiscono in modo ovattato, come se provenissero da lontano o come se ci fosse un filtro che ne smorza l’intensità;
  • Labirintite: viene denominata anche otite interna, proprio perché interessa l’infiammazione del Labirinto – canali semicircolari dell’orecchio interno. I sintomi della labirintite più comuni sono sicuramente l’insorgenza di vertigini e nausea. Le vertigini possono essere continue o presentarsi in seguito a movimenti bruschi del capo o dell’intero corpo. Questo avviene perché il cervello riceve informazioni distorte in merito all’equilibrio;
  • Infezioni all’orecchio: possono facilmente degenerare in otiti esterne, medie o interne, ed essere causate dal ristagno di acqua all’interno dell’orecchio, al raffreddore, dal trauma acustico alla semplice scarsa igiene dell’orecchio. Si manifestano con fastidio, prurito, dolore acuto e temporanea perdita dell’udito;
  • Esposizione prolungata al rumore: Se non ci si protegge il rumore, nel corso degli anni, può causare gravi danni fisici, come la perdita totale o parziale dell’udito, problemi di ipertensione, disturbi del sonno e ansia. La forte esposizione al rumore può causare anche alterazioni del sistema nervoso centrale, con un’iperattività dell’ipofisi, tiroide e surrene a livello del sistema endocrino, fino alle modificazioni apportate al sistema immunitario.

Conseguenze di una perdita uditiva

Non avere una chiara percezione della realtà che ti circonda, non comprendere tutte le parole di un discorso, rende difficile comunicare e alcune persone sperimentano la solitudine o l’isolamento. La perdita uditiva è anche associata al declino cognitivo. Prima si riesce ad individuarla e trattarla meglio è.

Un grande aiuto nell’affrontare una perdita uditiva è dato dagli apparecchi acustici. L’amplificazione del suono con un apparecchio acustico è utile nei soggetti affetti da sordità neurosensoriale o conduttiva.  

Gli apparecchi acustici hanno caratteristiche elettroniche differenti, selezionate per adattarsi al particolare tipo di perdita dell’udito del soggetto. Per esempio, i soggetti la cui perdita dell’udito riguarda principalmente le frequenze elevate non traggono vantaggio dalla sola amplificazione, la quale non fa altro che aumentare il volume del mormorio percepito al posto dell’eloquio.

Gli apparecchi acustici che amplificano selettivamente le alte frequenze migliorano notevolmente la comprensione del linguaggio. Altri apparecchi acustici contengono fori nella chiocciola, che facilitano il passaggio di onde sonore ad alta frequenza verso l’orecchio. Molti apparecchi acustici usano l’elaborazione digitale del suono con canali a frequenze multiple in modo da adattare meglio l’amplificazione alla perdita dell’udito del soggetto. Coloro che non tollerano suoni troppo intensi possono richiedere apparecchi acustici con circuiti elettronici speciali, che mantengono il volume massimo del suono a un livello tollerabile.