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Sindrome di Ménière la malattia dell’orecchio interno

Sindrome di Ménière la malattia dell’orecchio interno, responsabile di acufeni, vertigini e perdita dell’udito.

Sindrome di Ménière è un accumulo di endolinfa all’interno del labirinto dell’orecchio.

L’endolinfa è un liquido esterno alle cellule, presente nel labirinto membranoso dell’orecchio interno ed è indispensabile per l’equilibrio statico e dinamico e per la funzione uditiva; la sua composizione è K⁺Na⁺ – Potassio e Sodio. 

Malattia Meniere

La sindrome meniere è una patologia a carico dell’orecchio interno che causa:

  1. Vertigini;
  2. Ipoacusia neurosensoriale fluttuante;
  3. AcufenI

Questi sintomi nelle varie fasi della malattia sono sporadici all’inizio per poi diventare costanti nelle fase acuta. La presenza costante di questa sintomatologia genera una perdita uditiva completa. 

Non non è nota la precisa causa della sindrome di Ménière, l’unico dato certo è che la malattia si presenta in seguito a un accumulo anomalo dell’endolinfa che determina degenerazioni cocleari e labirintiche. 

Il morbo di Ménière non colpisce i soggetti in età avanzata, ma il picco di incidenza si ha tra i 20 e i 50 anni, per lo più donne. Il 7/10 % dei pazienti affetti dalla sindrome presenta una storia familiare.

Ménière sindrome sintomi

All’inizio dell’insorgenza della malattia il disturbo è a carico di un solo orecchio – disturbo unilaterale – ma con il progredire della malattia e il ripetersi della sintomatologia, in 2-3 anni la patologia interesserà tutte e due le orecchie – disturbo bilaterale. 

Analizziamo nel dettaglio la sintomatologia:

  1. Vertigini. Possono avere una durata da 1 a 6 ore e l’episodio può essere lieve o acuto e causare di conseguenza, nausea, vomito, dissenteria e sudorazione eccessiva. Gli episodi possono ripetersi per 3-4 giorni per poi scomparire per mesi, almeno nella fase iniziale;
  2. Acufeni. Il ronzio che si può percepire all’interno dell’orecchio può essere saltuario o costante, indipendentemente dalla tipologia di movimenti effettuati. Prima della comparsa degli acufeni, il paziente avverte una forte pressione all’orecchio – Fullness –  (ovattamento auricolare). Anche gli acufeni come per le vertigini nella fase iniziale possono presentarsi per poche ore al giorno e non per lunghi periodi. Con il progredire della malattia, gli acufeni diventano però costanti e possono generare una perdita uditiva permanente,perché si crea un danno irreversibile alla coclea al labirinto. 
  3. Depressione e ansia. La presenza costante di vertigini e ronzio nelle orecchie, può generare uno stato depressivo dovuto al senso di insoddisfazione dovuto all’impossibilità di essere autonomi e autosufficienti. 

Sindrome di Ménière terapia

L’attenuazione dei sintomi avviene mediante:

  1. Antistaminici e antiemetici, aiutano nell’alleviare i sintomi;
  2. L’assunzione di diuretici, in particolare diuretici osmotici, aiuta a ridurre le vertigini;
  3. Diete iposodiche, a basso contenuto di sale, caffè e alcolici, contribuiscono alla riduzione delle vertigini;
  4. Decompressione del sacco endolinfatico, per quanto non del tutto risolutiva, permette di contenere gli attacchi di vertigine e riduce il rischio di incorrere in una totale perdita uditiva;
  5. La procedura, forse più “invasiva”,prima dell’intervento è quella ablativa. Viene utilizzata l’infiltrazione di gentamicina intratimpanica (labirintectomia chimica, tipicamente 0,5 mL di 40 mg/mL di concentrazione) attraverso la membrana timpanica;
  6. L’intervento chirurgico ablativo è riservato ai pazienti con episodi frequenti e gravemente invalidanti che non rispondono a modalità meno invasive.