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Test dell’Udito per valutare lo stato di salute dell’orecchio

Un Test dell’Udito o un’esame impedenzometrico è un’indagine che valuta lo stato di salute dell’orecchio esterno e medio.Shutterstock

Questo test risulta utile soprattutto per verificare il funzionamento delle strutture che costituiscono il sistema di amplificazione del suono (tuba di Eustachio, membrana timpanica e tre ossicini dell’udito). In altre parole, l’esame dell’orecchio permette di capire se esistono delle lesioni o dei disturbi che possono determinare un’anomala percezione uditiva. L’indagine è ambulatoriale, dura pochi minuti e non provoca dolore.

L’esame impedenzometrico viene condotto inserendo una sonda all’interno dell’orecchio del paziente. Il dispositivo emette un’onda sonora ad intensità variabile, in grado di mettere in movimento il timpano e la catena degli ossicini (martello, incudine e staffa) ad esso annessi. I risultati così ottenuti sono elaborati e trasferiti in un grafico, la cui interpretazione spetta al medico.

Il test si compone di due parti:

  1. Timpanogramma: misura l’impedenza dall’orecchio medio, cioè la resistenza opposta da membrana timpanica e catena dei tre ossicini dell’udito al passaggio dell’onda sonora. Il timpanogramma fornisce, quindi, informazioni relative al grado di elasticità e di movimento del sistema timpano-ossiculare in risposta ad uno stimolo sonoro. Al contempo, questa parte dell’esame impedenzometrico permette di verificare la pervietà della tromba di Eustachio.
  2. Reflessogramma stapediale: valuta la presenza o meno del riflesso del muscolo stapediale, localizzato nella cassa timpanica, stabilendo se la contrazione avviene correttamente quando l’orecchio percepisce suoni di intensità elevata.

Perché si esegue

L’esame impedenzometrico studia la funzionalità del sistema di trasmissione del suono all’interno dell’apparato uditivo. Quest’indagine contribuisce alla diagnosi delle malattie dell’orecchio e permette di misurare l’ipoacusia (diminuzione dell’udito) di cui è affetto il paziente, soprattutto dal punto di vista qualitativo.

Più nel dettaglio, l’esame permette di valutare con un unico apparecchio, l’impedenzometro, i seguenti parametri:

  • Impedenza del sistema timpano-ossiculare (timpanogramma): consiste nello studio dell’elasticità della membrana timpanica e del grado di movimento degli ossicini interni (martello, incudine e staffa). In altre parole, questo parametro può essere espresso come la resistenza opposta dall’orecchio medio al passaggio dell’onda sonora.
  • Riflesso stapediale (reflessogramma): fornisce informazioni sui riflessi dello stapedio (piccolissimo muscolo della staffa, situato nell’orecchio medio) e sull’integrità della via acustica centrale (nervo acustico e nuclei). In soggetti privi di situazioni patologiche, il muscolo stapedio si contrae in risposta a suoni di intensità elevata. Questo fenomeno è bilaterale, anche quando viene stimolato un solo orecchio. Alla contrazione del muscolo stapedio, corrisponde un aumento della rigidità del timpano, che riduce così la conduzione del suono verso l’orecchio interno. L’assenza o la presenza del riflesso stapediale è un indice di fondamentale importanza per la diagnosi di diverse patologie, quali otiti medie, otosclerosi ed ipoacusie neurosensoriali.

Quando si esegue

La procedura è particolarmente utile qualora sia necessario comprendere da quale tipo di ipoacusia è affetto il paziente e contribuisce a diagnosticare alcune patologie, come ad esempio l’otosclerosi o la disfunzione tubarica.

In otorinolaringoiatria, l’esame impedenzometrico rientra tra i cosiddetti “test oggettivi“, poiché consente una valutazione dell’apparato uditivo senza la necessità di avere la collaborazione o le risposte del paziente (pertanto può essere eseguito anche su bambini piccoli, ammalati in coma e così via).

Una volta assegnata la terapia, l’impedenzometria permette al medico di monitorare l’evoluzione del disturbo.

Fonte: .my-personaltrainer.it

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