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Test dell’Udito: quando farlo e come si svolge

Test dell’Udito: quando farlo e come si svolge

Effettuare un test dell’udito è essenziale per la diagnosi precoce della presbiaucusia. E’ uno dei deficit sensoriali che si manifestano più comunemente negli anziani e presentano un tipico innalzamento della soglia uditiva nell’area delle alte frequenze che viene messo in evidenza dall’esame uditivo. 

La presbiaucusia è un fenomeno che si manifesta per lo più con l’avanzare dell’età, in quanto vi è un indebolimento progressivo dell’organo dell’orecchio. Patologie come il diabete, l’ipertensione arteriosa, il tabacismo, l’uso prolungato di alcool, lo stress, inducono a un invecchiamento progressivo del sistema uditivo. 

La presbiacusia è causata da varie complicanze, quali:
a) ispessimento della membrana del timpano e fenomeni degenerativi nelle articolazioni ossiculari che si traducono in aumento d’impedenza del sistema timpano-ossiculare;
b) perdita di elasticità  della membrana basilare da ispessimenti primitivi e da formazioni di depositi calcarei;
c) degenerazione delle cellule dell’organo di Corti e del ganglio di Corti oppure associata ad una atrofia della stria vascolare o a processi di compressione delle fibre nervose per processi di iperostosi delle pareti del meato acustico interno;
d) riduzione numerica delle cellule dei nuclei della via nervosa acustica centrale;
e) riduzione numerica delle cellule delle aree acustiche corticali primarie e secondarie.

Quando è consigliabile eseguire un test audiometrico?

Viene solitamente prescritto dal medico se si presentano dei sintomi di una distorsione della percezione del suono oppure come controllo in base all’età del paziente. Infatti, dopo i 50 anni per gli uomini ma anche per le donne è opportuno fare un controllo uditivo perché come accade per la presbiopia (disturbo dell’occhio tipico del trascorrere dell’età) esiste anche una presbiacusia cioè la tendenza dell’orecchio a perdere progressivamente la sua funzionalità parallelamente al processo di invecchiamento.

Come si effettua un test dell’udito 

Per effettuare l’esame, l’audiometrista mette al paziente un paio di cuffie e gli propone un suono per volta in un orecchio per volta. Si inizia con una frequenza bassa di 1000 Hz normalmente udibile da una persona sana. Poi si presentano suoni a frequenza più elevata e la si aumenta di 5 dB finché il paziente arriva a sentirla. Si ripete l’operazione per ogni frequenza in modo da definire la soglia di udibilità. Non c’è nulla di doloroso né di fastidioso. 

L’esame si distingue in audiometria tonale e vocale che agiscono sollecitando differenti tipi di reazioni da parte del paziente.

Come viene fatto il test audiometrico tonale

L’audiometria tonale prevede che, un orecchio alla volta, siano inviati suoni a diversi gradi di intensità e diverse frequenze via via in modo crescente attraverso delle cuffie. In base alle risposte da parte del paziente saranno individuate le eventuali perdite da compensare. Nella maggioranza dei casi infatti non si parla di sordità o di ipoacusia in modo totale e completo ma della scomparsa solo di alcuni suoni su determinate frequenze.

Come esito del test viene elaborato un audiogramma tonale cioè un grafico rappresentativo della capacità uditiva di un soggetto con delle frequenze, delle intensità e dei suoni di rifermento. Un audiogramma è un grafico che rappresenta la capacità uditiva sulla base dei risultati di un test. Viene registrata la soglia di udibilità per le diverse frequenze, la quale indica il livello minimo di percezione uditiva del paziente

Audiometria vocale: in cosa consiste

Le modalità di realizzazione del test audiometrico vocale sono simili a quelle del test audiometrico tonale. Nel caso dell’audiometria vocale si utilizzano sempre delle cuffie alle quali, un lato alla volta, vengono inviate delle liste di parole ad intensità via via crescente. Come esito, il paziente dovrà ripetere le parole che sente.

Al termine dell’esame, anche in questo caso verrà eseguito come output un audiogramma (vocale, invece che tonale) rappresentativo della situazione e in grado di evidenziare le mancanze o le debolezze nella percezione del “parlato”.

Qual è lo scopo di questo controllo? Anche le parole sono suoni e variano di intensità e di frequenza: persino da lettera a lettera, all’interno di una medesima parola, troviamo delle variazioni di intensità e frequenza. Ecco perché, per una migliore correzione, vanno indagate anche le parole con un test audiometrico vocale.

Fonte: dimensioneudire.it

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