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Udito sopraffino = udito finissimo

Udito sopraffino o “udito finissimo” è un particolare “fenomeno” che permette di comprendere una conversazione anche in ambienti rumorosi. 

Questa capacità uditiva, è data da alcuni meccanismi cerebrali – una coppia di biomarcatori della funzione celebrale, uno rappresenta lo sforzo di ascolto e l’altro misura la capacità di elaborare rapidi cambiamenti di frequenza.

In che modo i biomarcatori possono essere d’aiuto nell’ipoacusia?

Non tutte le perdite uditive sono “visibili” e riconducibili all’avanzare dell’età o alla prolungata esposizione a fonti di rumore eccessive. Queste ipoacusie sono normalmente dovute a un “malfunzionamento” delle cellule ciliate che trasformano i suoni in impulsi nervosi da inviare al cervello.

Alcune perdite uditive possono anche definirsi – nascoste – legate alle difficoltà di ascolto che non vengono rilevate dagli audiogrammi convenzionali.  Si pensa che derivino dalla connettività anormale e dalla comunicazione tra le cellule nervose nel cervello e nell’orecchio, non nelle cellule sensoriali che inizialmente convertono le onde sonore in segnali elettrochimici.

I test dell’udito convenzionali non sono progettati per rilevare questi cambiamenti neurali che interferiscono con la capacità di elaborare i suoni e nuovi studi potrebbero portare all’elaborazione di nuovi test in grado di rilevare anche queste anomalie.